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PRESENTAZIONE
IN PARADISUM
Liturgia dei Defunti e dei Santi
Fare memoria dei defunti e dei santi nella prospettiva cristiana significa professare la
fede in Cristo risorto che associa a sé, nel suo mistero di morte e di risurrezione, quanti
nel battesimo sono rinati alla vita dello Spirito. La morte, nonostante la sua tragicità e la
devastazione che provoca nei sentimenti umani, è vissuta come dies natalis, l’inizio di un
giorno senza tramonto nella gloria del Risorto, un giorno che non riuscirà ad esaurire la
fecondità della grazia e l’infinita ricchezza dell’amore, la vita di Dio donata agli uomini.
Di questa vita divina - la vita in Cristo nella forza dello Spirito e nell’obbedienza alla
volontà del Padre - sono testimoni d’eccezione e pur quotidiani i santi: essi nel tempo e
nello spazio rivelano le profondità e le eccelse vette tra cui si muove il cristiano che, gra-
zie al battesimo, è divenuto in qualche misura sacramento, cioè presenza concreta ed
efficace di Cristo nella storia.
Nella prospettiva del Regno la morte diviene il passaggio definitivo dal deserto arido alla
comunione di vita con Dio nella pace serena promessa ai giusti - si pensi al salmo 95
(94): è la soglia che si deve oltrepassare per abbandonare le tenebre e le opacità di
un’esistenza ambigua e lasciarsi invadere dalla luce senza fine, come sottolineano con
un procedimento ad inclusione sia l’introito che l’antifona di comunione Lux æterna [7] .
Più che melanconico, il canto iniziale della Messa dei defunti Requiem æternam [1] è
una pacata considerazione sul destino umano che si apre alla speranza in una prospetti-
va che riprende il tema della città ideale, Gerusalemme, ove l’unione definitiva con Dio
suggella pure l’armonia “sociale” con il superamento di ogni divisione e conflitto di clas-
se e di cultura, di razza e d’età.
Nel momento della morte non ci si trova soltanto davanti a Dio, ma ci si colloca di fron-
te a se stessi, alla verità del proprio essere ed esistere. È una verità abissale con tante
sfaccettature che presentano ora una voragine di peccato, ora un pozzo senza fondo dal
quale zampilla una sorgente per la vita: è la parte più recondita della persona dalla quale
sale il gorgoglio di una preghiera filiale e fiduciosa, De profundis [3] , Domine exaudi… la
tua Parola, legge della mia vita - dice il tratto - mi è stata di lampada sul cammino, di
 
sostegno nelle asperità. Dall’abisso del mio cuore prorompe qualche parola e tanto silen-
zio - la mia preghiera. La melodia meditativa - il tratto utilizza una formula salmodica
fiorita in sol - aiuta ad allentare le tensioni e attraverso lo specchio di un cuore rappaci-
ficato con Dio e con gli uomini è possibile scorgere il pozzo da cui zampilla la preghiera.
In un altro contesto, nell’alleluia del De profundis, sarà possibile ascoltare la forza pro-
rompente della fede che si rivolge in preghiera a Dio.
Interessanti, sotto diversi aspetti, anche gli altri canti della Messa dei defunti, a partire
dalla nota sequenza Dies iræ [4] il cui tema melodico è stato ripreso tante volte anche
da composizioni polifoniche ed orchestrali fino a divenire il simbolo sonoro della morte
(si pensi alla Sinfonia fantastica di Berlioz o al Totentanz -danza macabra di Liszt). La
sequenza nasce probabilmente in ambiente minoritico sotto influsso francese nel sec.
XIII, si basa su una preghiera in rima, diffusa in ambiente monastico italiano, che viene
elaborata con l’aggiunta di altri elementi tratti appunto dalla tradizione francese dal
responsorio dell’ufficio Libera (Lacrimosa dies illa…).
Dei tre canti dell’ordinario ( Kyrie [2] , Sanctus [5] , Agnus Dei [6] ) merita attenzione par-
ticolare il Sanctus la cui melodia non è altro che la prosecuzione del tono su cui è can-
tato il prefazio: tutto fa pensare che si tratti di una melodia molto antica.
L’antifona processionale In paradisum [8] costituisce il passaggio dalla liturgia dei defun-
ti alla celebrazione dei santi: sono questi infatti che accolgono e scortano nella propria
città - la Gerusalemme celeste - i defunti. Ai santi è dedicata la seconda parte del disco
che colloca all’inizio di questa sezione il canto d’introito Gaudeamus [9] , una melodia tra
le più suggestive dell’intero repertorio. Scritto secondo la tecnica della “variazione della
struttura” - molto antica e diffusa in tutta la cultura indoeuropea - l’introito è stato com-
posto in origine per la festa di sant’Agata; poi è stato adattato alle circostanze più diver-
se sostituendo il nome della vergine catanese con quello dei santi celebrati di volta in
volta. I brani che seguono sono tratti da vari formulari previsti per le celebrazioni di diver-
si tipi di santi: apostoli, dottori, martiri, pastori e vergini.
L’introito Mihi autem [10] riprende il testo del salmo 138 (139) secondo una particolare
versione latina che lo rende appropriato per la celebrazione degli apostoli. Nell’incisione
discografica il brano originale è arricchito da una farcitura tratta dal repertorio dei tropi
aquitani: è un esempio di come una Chiesa locale abbia rivisitato la tradizione universa-
le e l’abbia sapientemente integrata con espressioni derivate dalla propria spiritualità e
teologia. Dal Siracide sono tratti invece l’introito per i dottori In medio ecclesiæ [11] , per
i martiri Statuit ei Dominus [13] e il responsorio graduale per i pastori Ecce sacerdos
magnus [17] . I testi esaltano le virtù di queste tre categorie di santi, in particolare il fatto
che essi per la Chiesa sono rispettivamente modelli della profezia nella forza dello
Spirito, del cristiano che si impegna a fondare la pace nella società e del sacerdote che
si propone quale fedele ascoltatore e operatore della parola di Dio. Nel graduale Ecce
sacerdos magnus e in quello dei martiri Clamaverunt iusti [14] si può osservare l’uso di
sezioni musicali (“centoni”) proprie del repertorio della Messa, un procedimento compo-
sitivo che esige abilità dai musicisti al fine di rendere il brano perfettamente unitario, con
l’impressione che ogni melodia sia originale, mentre di fatto almeno nei due casi non lo
è, senza nulla togliere al fascino dei due graduali in cui la parola riceve forti e appropria-
te sottolineature dalla melodia.
Da passi evangelici sono tratti i testi per le antifone di comunione Quod dico vobis (Mt
10,16) [16] , Fidelis servus (Lc 12,18) [18] e Quinque prudentes virgines (Mt 25,19) [19] .
Questa particolarità di molte antifone di comunione sottolinea l’identità del Cristo che
interpella attraverso la Parola evangelica e lo stesso Signore presente nel pane consacra-
to. I primi due brani sono molto semplici, mentre il terzo presenta un movimento melo-
dico più complesso che deriva dal fatto che Quinque prudentes virgines appartiene a un
piccolo gruppo di antifone costruite con materiale derivato dai grandi responsori della
liturgia delle ore.
Due inni impreziosiscono la raccolta: Sanctorum meritis [12] è stato scritto dal maestro
della Germania medievale, il monaco Rabano Mauro († 856); Iesu corona virginum [20]
rivela la maestria poetica e la profonda venerazione per i santi nutrita da sant’Ambrogio,
vescovo di Milano († 397).
Giacomo Baroffio
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CANTORI GREGORIANI. Sono un gruppo vocale a voci maschili che si dedica in modo esclu-
sivo allo studio e alla diffusione del canto gregoriano. Costituito interamente da specialisti, l’en-
semble fonda la propria proposta esecutiva sull’indagine semiologica, ossia sullo studio delle
antiche fonti manoscritte risalenti ai secoli X-XI. La proposta interpretativa del gruppo intende por-
re in evidenza, attraverso gli strumenti propri della semiologia, la forza espressiva del canto gre-
goriano, ossia la corretta ripresentazione musicale dell’antica tradizione esegetica dei sacri testi.
Fondatore e direttore del gruppo è Fulvio Rampi, dottore in canto gregoriano alla scuola di Luigi
Agustoni, docente di Prepolifonia al Conservatorio di Torino e M° di Cappella della Cattedrale di
Cremona.
L’attività dei Cantori Gregoriani è molto intensa. Essi vantano numerosissime presenze in Italia
e all’estero (Spagna, Portogallo, Svizzera, Austria, Germania, Polonia, Belgio, Slovenia, Libano,
Brasile) per conto di importanti associazioni musicali e culturali. Dal 1995 al 1998 il coro ha
effettuato quattro tournées in Giappone, dove ha tenuto concerti nelle principali città (Tokyo,
Kyoto, Osaka, Hiroshima, Kumamoto, Nagano, Yokohama). Nel 1996 ha partecipato, come
unico complesso di canto gregoriano, al Festival di musica ortodossa con un concerto nella Sala
Grande del Conservatorio Ciaikovski di Mosca (Russia). Nel 2002 il gruppo è stato invitato a
tenere due concerti nell’ambito del prestigioso Festival dei due mondi di Spoleto e nel 2003 ha
preso parte al Festival monteverdiano di Cremona e al Ravenna Festival con una esecuzione
nella Basilica di S. Vitale.
Vasta è anche la produzione discografica per conto di importanti case discografiche italiane ed
estere (Rusty Records, PDU-EMI, JVC Giappone, Paoline, Sarx Records, ARCANA-WDR). Il coro
ha inoltre effettuato registrazioni per la Radio svizzera Suisse Romande, per la Radio tedesca
WDR, per la televisione austriaca ORF e per la televisione giapponese NHK.
A testimonianza dell’attenzione e della partecipazione attiva alla vivace fase storica del recupe-
ro del canto gregoriano l’associazione ha dato vita nel 1993 alla rivista specialistica “Note gre-
g o r i a n e ” .
Negli ultimi anni i Cantori Gregoriani hanno affiancato all’attività artistica e di ricerca la promo-
zione di iniziative autogestite a carattere didattico. Dal 1996 viene organizzato, nel periodo esti-
vo, il Corso di canto gregoriano “Il suono della Parola”, al quale sono intervenuti prestigiosi rela-
tori quali il Card. Carlo M. Martini, Mons. Gianfranco Ravasi, il Priore della Comunità monasti-
ca di Bose Enzo Bianchi. Il corso è frequentato da musicisti, animatori liturgici, direttori di coro
e cantori provenienti da ogni parte d’Italia.
IN PARADISUM
Liturgia dei Defunti e dei Santi
Liturgia Defunctorum
1. REQUIEM ÆTERNAM - Introitus (IV Esdr 2,34-35; Ps 64,2-5)
(Versetti: Giorgio Merli)
2. KYRIE XVIII - Ad Missam pro Defunctis
3. DE PROFUNDIS - Tractus (Ps 129,1-4)
(Versetti pari: Roberto Spremulli)
4. DIES IRÆ - Sequentia
5. SANCTUS XVIII
6. AGNUS DEI XVIII
7. LUX ÆTERNA - Communio (IV Esdr 2,35; Ps 22,1-3.5)
(Versetti dispari: Giorgio Merli)
8. IN PARADISUM. CHORUS ANGELORUM - Antiphonæ
Omnium Sanctorum
9. GAUDEAMUS… SANCTORUM OMNIUM - Introitus (Ps 32,1)
(Versetto: Emmanuele Brambilla)
Commune Apostolorum
10. MIHI AUTEM NIMIS - Introitus cum tropo (Ps 138,17)
(Tropo: Giorgio Merli)
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Commune Doctorum
11. IN MEDIO ECCLESIÆ - Introitus (Sir 15,5; Ps 91,1)
(Versetto: Angelo Corno)
FONTI
LIBER HYMNARIUS, Solesmes 1983: 12,20
GRADUALE TRIPLEX, Solesmes 1979: 1,2,3,5,6,7,8,9,10,11,13,14,15,16,17,18,19
GRADUALE ROMANUM, Vaticana 1908: 4
Codici
C cod. S. Gallo, Stiftsbibl. 359, sec. X, Cantatorium ( Paléographie Musicale II/2 e
Monumenta Palæographica Gregoriana III, Münsterschwarzach 1987)
E cod. Einsiedeln, Stiftsbibl. 121, Graduale sec. X ( Pal. Mus. I/4)
L cod. Laon, Bibl. Municipale 239, Graduale sec. X ( Pal. Mus. I/10)
Ch cod. Chartres, Bibl. Municipale 47, Graduale sec. X ( Pal. Mus. I/11), originale
distrutto
Bv 33 cod. Benevento, Bibl. Cap. 33, Graduale sec. X-XI ( Pal. Mus. I/20 e Monumenta
Palæographica Gregoriana I, Münsterschwarzach 1986)
Bv 34 cod. Benevento, Bibl. Cap. 34, Graduale-Trop. sec. XI-XII ( Pal. Mus. I/15)
Albi cod. Paris, Bibl. Nat. lat. 776, Graduale-Trop. di Albi (edizione privata a cura di G.
Joppich per i corsi di canto gregoriano di Essen e di Cremona)
St. Yrieix cod. Paris, Bibl. Nat. lat. 903, Graduale-Trop. di St. Yrieix ( Pal. Mus. I/13)
Graz cod. Graz, Universitätsbibl. 807, Graduale di Klosterneuburg sec. XII ( Pal. Mus. I/19)
Mtp cod. Montpellier, Bibl. de la Faculté de Médicin H. 159, Graduale ( Pal. Mus. I/8)
St. Géraud cod. Paris, Bibl. Nat. lat. 887, Tropario di St. Géraud di Aurillac, sec. XI (inedito,
Tropo Sanctorum collegia)
St. Martial cod. Paris, Bibl. Nat. lat. 909, Tropario di St. Martial de Limoges, sec. XI (inedito,
Tropo Sanctorum collegia)
Commune Martyrum
12. SANCTORUM MERITIS - Hymnus
13. STATUIT EI DOMINUS - Introitus (Sir 45,30; Ps 88,1)
(Versetto: Roberto Spremulli)
14. CLAMAVERUNT IUSTI - Graduale (Ps 33,18-19)
(Versetto: Giorgio Merli)
15. ALLELUIA. IUSTORUM ANIMÆ (Sap 3,1)
(Versetto: Roberto Spremulli)
16. QUOD DICO VOBIS - Communio (Mt 10,27; Ps 32,1-3)
(Versetti: Enrico De Capitani)
Commune Pastorum
17. ECCE SACERDOS - Graduale (Sir 44,16.20)
(Versetto: Giorgio Merli)
18. FIDELIS SERVUS - Communio (Lc 12,42; Ps 88,1-2)
(Versetti: Emmanuele Brambilla, Giorgio Merli)
Commune Virginum
19. QUINQUE PRUDENTES VIRGINES - Communio (Mt 25,4.6; Ps 118,1)
(Versetto: Roberto Spremulli)
20. IESU CORONA VIRGINUM - Hymnus
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1. REQUIEM ÆTERNAM - Introitus (IV Esdr 2,34-35; Ps 64,2-5)
Requiem æternam dona eis Domine:
et lux perpetua luceat eis.
Te decet hymnus, Deus, in Sion;
et tibi reddetur votum in Ierusalem.
Qui audis orationem,
ad te omnis caro veniet propter iniquitatem.
Il riposo eterno dona loro, o Signore,
e per essi splenda una luce senza fine.
A te si deve lode, o Dio, in Sion;
a te si sciolga il voto in Gerusalemme.
A te, che ascolti la preghiera,
verrà ogni mortale a causa delle sue colpe.
Tuba mirum spargens sonum
Per sepulchra regionum,
Coget omnes ante thronum.
Mors stupebit et natura,
Cum resurget creatura,
Iudicanti responsura.
Liber scriptus proferetur,
In quo totum continetur,
Unde mundus iudicetur.
Iudex ergo cum sedebit,
Quidquid latet apparebit:
Nil inultum remanebit.
Quid sum miser tunc dicturus?
Quem patronum rogaturus?
Cum vix iustus sit securus.
Rex tremendæ maiestatis,
Qui salvandos salvas gratis,
Salva me, fons pietatis.
Recordare, Iesu pie,
Quod sum causa tuæ viæ:
Ne me perdas illa die.
Quærens me, sedisti lassus:
Redemisti crucem passus:
Tantus labor non sit cassus.
Iuste iudex ultionis,
Donum fac remissionis,
Ante diem rationis.
Ingemisco, tamquam reus:
Culpa rubet vultus meus:
Supplicanti parce Deus.
Qui Mariam absolvisti,
Et latronem exaudisti,
Mihi quoque spem dedisti.
La tromba diffonderà un suono mirabile
sui sepolcri del mondo
e sospingerà tutti davanti al trono.
La morte e la natura rimarranno attonite
al risorgere delle creature
chiamate in giudizio.
Il libro scritto, che tutto contiene,
sarà rivelato: per suo tramite
il mondo sarà giudicato.
Quando il giudice sarà seduto,
ogni cosa nascosta sarà svelata:
niente rimarrà impunito.
Cosa mai dirò io misero?
Quale patrono invocherò?
Lo stesso giusto a mala pena si sentirà tranquillo.
Re di terribile maestà,
tu che gratuitamente salvi ogni uomo,
salvami, fonte di misericordia.
Ricordati, Gesù pio,
che sono causa della tua venuta:
non mandarmi alla perdizione in quel giorno.
Nel cercarmi, ti sedesti stanco;
mi hai redento sopportando la croce:
non sia vana tanta fatica.
Giusto giudice nel castigo
fammi grazia del perdono
prima del rendiconto.
Sto gemendo come un reo:
la colpa arrossa il mio volto;
risparmia, Dio, chi ti supplica.
Tu, che perdonasti la Maddalena
ed esaudisti il ladrone,
anche a me hai dato la speranza.
2. KYRIE XVIII - Ad Missam pro Defunctis
Kyrie eleison. Kyrie eleison.
Christe eleison. Christe eleison.
Kyrie eleison. Kyrie eleison.
Signore pietà. Signore pietà.
Cristo pietà. Cristo pietà.
Signore pietà. Signore pietà.
3. DE PROFUNDIS - Tractus (Ps 129,1-4)
De profundis clamavi ad te, Domine,
Domine, exaudi vocem meam.
Fiant aures tuæ intendentes,
in orationem servi tui.
Si iniquitates observaveris, Domine:
Domine, quis sustinebit?
Quia apud te propitiatio est,
et propter legem tuam sustinui te, Domine.
Dal profondo a te grido, Signore,
Signore ascolta la mia voce.
Siano i tuoi orecchi attenti
alla preghiera del tuo servo.
Se consideri le colpe, Signore,
Signore, chi potrà resistere?
Poiché presso di te è il perdono:
per amore del tuo nome ti ho atteso, Signore.
4. DIES IRÆ - Sequentia
Dies iræ, dies illa,
Solvet sæclum in favilla,
Teste David cum Sibilla.
Quantus tremor est futurus,
Quando iudex est venturus,
Cuncta stricte discussurus!
Quel giorno, il giorno dell’ira,
dissolverà il mondo in cenere:
ne sono testimoni Davide e la Sibilla.
Quanto terrore ci sarà
all’arrivo del giudice,
che tutto giudicherà con rigore!
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